Lo spazio dove si svolgono i giochi, un luogo appositamente predisposto e studiato per complicare la vita ai ventiquattro partecipanti, dove anche la natura in ogni sua forma obbedisce alla volontà di chi dirige il gioco.
È il potere a stabilire in quale contesto si affronteranno i contendenti: deserto, ghiaccio, boscaglia e qualunque altro scenario di combattimento.
È il potere che manovra a proprio piacimento gli Hunger Games, decidendo chi, come e quando mettere in difficoltà o aiutare.
Niente rimane mai uguale, tranne la Cornucopia, una struttura dalla quale, il primo giorno del reality, fuoriescono armi, cibo, strumenti e tutto ciò che può avvantaggiare un concorrente sull’altro. Un luogo dove tutti sono contro tutti fin dall’inizio, in quello che è chiamato il “bagno di sangue”. Perché appena scesi nell’Arena, i concorrenti devono accaparrarsi il più possibile per avere la speranza di sopravvivere. E per farlo devono da subito sopraffare gli avversari.